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Miti - Civiltà scomparse - Misteri archeologici

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05 September 2010
 
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I 21 Arcani Maggiori dei Tarocchi: una via Alchemica
II Parte


Tratto da Hera numero 25 anno 2002, riproposto aggiornato in Hera numero 115 - Agosto 2009

Il primo numero del 2002 si apriva con la Cerca del Graal e una scelta di articoli sui misteri più eclatanti sia per l’archeologia di frontiera sia per le ricerche spirituali e interiori in ogni loro manifestazione. Di seguito il messaggio alchemico e ancestrale codificato nei Tarocchi.

di Alfredo Di Prinzio

 Lama n. 11. “La Forza”

L’Iniziato, forte dell’aver compreso il significato della Ruota, attiva operando con il “Fuoco Solare” il suo proprio centro cardiaco e acquista quella Forza che lo porterà avanti sulla via della Conoscenza.
È la Donna interiore, l’Anima Mundi rettificata e purificata dal Sole con volontà inamovibile, capace di usare il Verbo Creatore con la stessa facilità con la quale apre le fauci del Leone. Questa potenza-Forza le viene donata dal cielo, ossia dallo stesso Infinito che usa come copricapo e che ha come sede centrale il Cuore. Ed è dà questo luogo che irradia la vita e segna il ritmo della propria trasmutazione interiore.

 Lama n. 12. “L’Appeso”

Ecco che il Fuoco, covando nel cuore, produce un’espansione dovuta all’ignificazione dell’Acqua. Ciò fa “ribaltare” l’iniziato ai misteri, che diventa così un sacrificio, cioè un “sacro-ufficio” donandosi al puro “servizio” dell’umanità.
E l’Amore Cristico che si espande e si irradia. L’iconografia cristiana lo simbolizza come il Sacro Cuore di Gesù, raggiante d’Amore e di luce. Oppure come il Pellicano che dà il proprio sangue ai suoi figli. Allo stesso modo, l’Appeso fa cadere dalle sue tasche delle monete d’oro e d’argento sulla terra fertile, monete che non sono altro che le energie del Sole e della Luna. Nella Tradizione il numero dodici rappresenta un’infinità di situazioni, dai dodici segni astrologici agli Apostoli, alle Tribù di Israele, alle dodici porte della Gerusalemme celeste, alle dodici stelle sulla testa della Vergine ecc.

 Lama n. 13. “La Morte”

L’ iniziato, superato il momento del sacrificio, deve “morire” profanamente per risorgere rinnovato, come L’Araba Fenice risorse dalle sue ceneri. Vivere uno stato di passaggio come quello rappresentato dalla morte offre la possibilità di superare la peggiore delle paure e, liberandosene, rinascere a una nuova realtà. Il tagliare la testa del Re e della Regina come presentato in questo Arcano è, per analogia, un “separando alchemico”, cioè la separazione dello Spirito dalla Materia, dalla propria semente.
Così il seme, morendo nella “tomba di Saturno” (sotto terra) risorgerà come Luce novella. Questa Morte è una Rinascita, un rinnovamento, il Cristo che muore sulla Croce e morendo risorge per cambiare se stesso e la propria Umanità. È un auto-trasmutarsi con il conseguimento della Regalità della Maestria, divenendo così un “Ecce Homo Universalis”.

 Lama n. 14. “La Temperanza”

L’iconografia ci mostra un Angelo che travasa da un’anfora all’altra del liquido.
Perché un Angelo? È l’indicazione di un lavoro interiore dove le Forze del Sole e della Luna si mescolano creando l’Androginia, un matrimonio cosmico dove la Luna “mangia” l’energia del Sole per autofecondarsi e partorire un bambino di Luce. Quest’Acqua è un’acqua speciale, è il Cielo che benedice la Terra rigenerandola, si trasforma in vapore e risale in cielo per ricadere poi come rugiada celeste.
La Natura dell’uomo si rinnova ciclo dopo ciclo fino a una Cristificazione totale. Questa lama segnala anche un’elaborazione, un operare per rendere la Terra sempre più santa e spiritualizzata.

 Lama n. 15. “Il Diavolo”

È l’elemento Fuoco che brucia lo zolfo e la sua componente principale. Usata nel modo giusto e con costanza, è una grandissima e potente forza magica.
È il Fuoco occulto femminile e quello Solare Luciferino, ed è rappresentato dal pentagramma rovesciato. Fuoco Filosofico o Dissolvente Universale che cangia la Terra nera in Terra rossa con l’azione del sangue.
Ha una doppia polarità, negativa e positiva, può trascinare in basso come elevare alle massime altezze spirituali. Il Diavolo è il Bafometto dei Templari, il Caprone di Mendes, metà uomo metà donna, mezzo Angelo e mezzo diavolo. È l’uomo, il suo “Fuoco Magico”, con il quale purifica, brucia e trasmuta se stesso. Sarà l’uomo a decidere secondo conoscenza il modo e la maniera di servirsi di tali obiettivi raggiunti.

 Lama n. 16. “La Torre”

Quando la vera Via è smarrita, per ignoranza, negligenza o per vizio, Dio colpisce come un fulmine e l’intera costruzione precipita negli abissi. Il Dio o l’occhio di Dio, che in questo caso è giudice ed esecutore, è l’uomo stesso, il proprio “timoniere”, così l’Iniziato nell’errore impara e apprende correggendo la rotta.
Per l’Alchimista rappresenta l’esplosione del proprio Athanor, che lo costringe a ricominciare nuovamente.
Probabilmente l’uso di un regime di Fuoco sbagliato ha fatto sì che la propria opera degenerasse. È una prova suprema per l’iniziato all’Arte Reale: precipitare dall’Alto verso il Basso non è cosa di poco conto per chi ha tentato faticosamente di elevarsi, ma si sa che più in basso si scende più in alto si arriva. E questo principio vale per tutte le cose.

 Lama n. 17. “Le Stelle”

Superata la fase oscura e nera, l’Iniziato vede le Stelle, così gli astri benedicono l’opera donandogli Oro e Argento, energia del Sole e della Luna, del Padre Cielo e della Madre Luna ed è proprio Venere piena d’amore, con il suo influsso cosmico, a creare un sacro connubio fra i due principi.
Il contatto è avvenuto, il Cielo e la Terra sono uniti, la Vergine ha dato il suo consenso, l’opera può continuare, il Mercurio ha superato le prove passando all’Opera al Bianco, così la Luce può circolare e come un soffio divino santificare tutto l’operato.

 Lama n. 18. “La Luna”

Altre prove si presentano e i fantasmi della notte, frutto della fantasia, possono ingannarci e farci retrocedere nella Via creando disappunti e delusioni.
Ma le acque inferiori si trasformano in superiori come l’Elemento di vita, infondendo la Luce. Uno degli ostacoli più importanti da superare è rappresentato dai due cani che si trovano all’inizio del sentiero: sono i guardiani della soglia ma l’Iniziato non deve provare paura né tremare alla loro vista e, pronunciando il proprio nome iniziatico, deve passare oltre. Le illusioni che nascono dall’egoismo, le tentazioni, le meschinità, il potere e tante altre manifestazioni notturne possono far regredire il candidato. Ma, superate queste ultime prove, l’ingannevole luce lunare scompare ai primi raggi del Sole e il miracolo si compie, le tenebre sono scomparse.

 Lama n. 19. “Il Sole”

La Luce del Sole dona la gioia, che come pioggia di gocce d’oro e d’argento cade sui gemelli, ossia l’Androgino perfetto. È un’emanazione divina, è Dio stesso che elargisce la Sua grazia. il Cielo benedice e feconda la Terra e i due si fanno una sola carne.
Il percorso, la Via, si sta concludendo e la Luce del Sole come Verità e chiarezza regna sovrana. La parola diventa Verbo e soffiando sulle acque mercuriali le ingravida di Spirito, così che queste sono pronte a partorire ii Divino Bambino completamente rigenerato, illuminando l’Intelletto Superiore. È la Rugiada Celeste, l’Ambrosia, l’Elisir di lunga vita, la Manna che scende dal Cielo e alimenta il Popolo Eletto, gli iniziati, affamati di conoscenza, gli Elohim che in forma di Luce e carichi della Sophia, Divina Conoscenza, benedicono la Terra per una nuova e totale rinascita.

 Lama n. 20. “Il Giudizio”

Finalmente l’uomo, l’Iniziato, dopo aver percorso con grande fatica la via della reintegrazione, risorge come il Sole Invitto, come il Maestro Hiram o lo stesso Gesù, dopo aver superato infinite prove e grandissime difficoltà.
Il risorto non è lo stesso di prima, adesso è un risvegliato, è un Ecce Homo completo, si è autorigenerato nel suo proprio Fuoco, è un Re, si è conquistato la regalità. La tromba suona come verbo vivificatore e tutta la natura ne gode. Finalmente un “Heroe” figlio di Hera, la Terra, diventa campione e merita la Coppa, il Santo Graal.

 Lama n. 21. “Il Mondo”

La Grande Opera si corona, la Gerusalemme celeste scende sulla Terra, è la Grazia, lo Spirito Santo, la Shekinah che come Amore Infinito irradia la Luce come Grazia dal centro. Tutt’attorno, gli Elementi sacri fanno corona come lo Zodiaco al Sole, l’uomo si è collocato nel posto che gli compete, al Centro.
Adesso è lui a controllare gli eventi, non è più soggetto al Karma, alle cause ed effetti. Tutto gli gira attorno, si è fermato collocandosi nell’asse della Ruota. Ha sotto i sette Sigilli del Libro Sacro della Natura, ha salito i sette Gradini e si è seduto sul suo trono.
È il Re del Creato perché si è autorigenerato e in lui si è fatta la Luce. Il Padre si è fatto carne nel figlio e la Luce dello Spirito Santo come Agape-Amore salva il mondo rigenerandolo e rendendolo immortale. L’Universo intero si commuove di tale evento, perché un uomo si è fatto Dio e Dio si è fatto uomo.

 Lama n. 22. “Il Matto”

Il vero iniziato, I’uomo rigenerato non può farsi conoscere nella sua vera natura di Dio e uomo. Così si nasconde in un folle, allegro e spensierato individuo che tutti prendono per matto. Viceversa, la massa nel buio della sua totale incoscienza lo eliminerebbe come fece con Gesù. Lui è il jolly della situazione e poiché ha salito l’intera scala iniziatica può collocarsi su qualsiasi gradino o situazione egli voglia, perché le conosce tutte.
Tutti i colori energetici sono in Lui, egli è un micro-universo e può ciò che vuole avendo riunificato i tre fuochi di PHILOS, AGAPE, ed EROS. Così l’insegnamento simbolico degli antichi padri della tradizione si è compiuto e lo scopo è stato raggiunto. •

***

AGGIORNAMENTI

L’origine atlantidea dei Tarocchi

di Alfredo Di Prinzio

 Il percorso iniziatico passa anche per lo studio dei Tarocchi, ultimi custodi di un sapere sfuggente e non manifesto ma in grado, se rivelato, di schiudere le porte della vera Conoscenza. Un viaggio straordinario alle radici della Tradizione, accompagnati da un esperto esoterista.

Parlando dei Tarocchi, la Tradizione del Sacerdozio di Melkitzedeq afferma che «i Tarocchi sono un lascito del passato all’avvenire chiamati Colonna di Luce che rischiara la notte buia dell’umanità, nel cammino attraverso il deserto dell’ignoranza verso la Terra Promessa del sapere e del potere supremo e questa scienza è stata depositata dai Mah-As ossia i Magi di razza Chami, prima della sparizione di AT-LANTI, nel testo sacro e occulto della Genesi». In sintesi si tratta del Libro di Thoth che vi preparerà, se siete pronti e se vi rendete degni, a ricevere questa illuminazione. Ecco a voi l’origine atlantidea dei Tarocchi, infatti come accennavo, fu proprio Thoth l’Atlantideo a farci questo meraviglioso dono per guidare gli amanti dell’Arte verso la realizzazione della Grande Opera. La leggenda narra che furono i Saggi Atlantidei, o se vogliamo, degli Atlanti, a lasciarci questa conoscenza in forma di carte, lame o naipes, essendo questo il modo più semplice e sicuro per tramandare un insegnamento magico operativo attraverso i secoli dei secoli sotto gli occhi di tutti. Così milioni e milioni di persone hanno giocato a carte e continuano a farlo, sino a quando qualcuna si illumina e scopre il vero messaggio occulto che si nasconde dietro il simbolo di ogni lama, rendendosi conto che si tratta della mappatura delle fasi della Grande Opera, ossia, degli Arcani operativi per la Trasmutazione alchemica dell’Uomo, dall’Alfa all’Omega o dall’Aleph sino al Tau.
 Soltanto usando l’intelletto superiore si può scoprire il messaggio e afferrarne il contenuto, o facendo parte di una via iniziatica, in quanto il candidato viene iniziato ai misteri della Rota-Turah o Ruota del Tauro. Il Sacerdote dell’Altissimo “Melkitzedeq Zorocotora” non potrebbe pensare di svelare ISIS, IS-ASAS- IS. La Grande Madre si svelerà soltanto davanti all’amante fervente che va verso di Lei, Iside-Sophia, con il cuore puro e sincero umilmente aspirante.
La fase operativa il messaggio dei Tarocchi Comprare dei fogli di carta da 50x70, inchiostro, pennini, qualche pennello e diversi colori a tempera. E per ultimo un mazzo di Tarocchi di Marsiglia. Questa operatività consiste nel disegnare e pitturare i propri Tarocchi, a prescindere se uno è un dilettante o meno, e comprendere il vero significato occulto, simbolico, di ogni lama.
Il disegno si inizia il giorno della Luna Nuova, ossia crescente. Il luogo dove si disegnerà dovrà essere tranquillo. Si accenderà una candela come testimone di Luce, si brucerà dell’incenso vero su dei carboncini per purificare l’ambiente e poi si darà inizio all’opera disegnando la prima lama cioè il Bagatto che corrisponde alla lettera Aleph e al numero 1, pitturandolo con gli stessi colori del campione. Non è importante se per realizzarlo siano necessari più giorni.
Una volta terminato, bisogna appenderlo in camera da letto, così svegliandoci tutte le mattine sarà la prima cosa che vedremo, cosicchè il simbolo, prima o poi, vi parlerà, e per un mese intero lo terrete appeso, fino a quando non vi comunicherà più nessuna emozione.
Poi procedete con la seconda lama, la Papessa che corrisponde alla lettera B e ripetete il medesimo processo, così fino all’ultima. Quando completerete tutto il ciclo, circa dopo due anni, le lame saranno entrate in voi, e non solo le avrete comprese, ma vi doneranno i loro Arcani, perché ve li sarete meritati, e per giunta avrete un mazzo di Tarocchi tutto vostro.
Avanti, c’è un mondo magico tutto da scoprire...

 
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