|
Al rientro dalle vacanze estive serve sempre nuova energia e penso che questo numero di HERApossa contribuire a rivitalizzare la mente dopo un agosto di meritato riposo. L’abbiamo infatti concepita per istillare più dubbi possibili in modo che ognuno di noi possa avere gli strumenti per sollevare il Velo di Maya, che troppo spesso ammanta la realtà. Gli argomenti trattati sono davvero molti, un esempio? L’architettura sacra di Alessandro Magno in Egitto, gli allineamenti astronomici di Göbekli Tepe, in Turchia, per arrivare sulle vette della Parete Calva, nel novarese, dove si rifugiarono i “ribelli” di Fra’ Dolcino, fino alle leggende del castello di Caccamo a Palermo o le recenti interpretazioni dei criptogrammi che Federico II di Svevia celò tra le pietre di Castel del Monte. Nel mondo delle cosiddette “scienze di confine”, la maggior parte degli studi e delle ricerche, anche per ragioni legate alla disponibilità delle risorse economiche, arriva da oltre oceano, ma di recente l’Italia sta riguadagnando posizioni nella classifica delle scoperte in grado di cambiare le attuali conoscenze scientifiche ma soprattutto archeologiche. Per questo vi proponiamo una serie di studi tutti italiani alimentati dalla passione per l’ignoto e dal gusto per la ricerca realizzati, nella maggior parte dei casi, con minime risorse, senza alcuno sponsor, ma con il massimo risultato. Sul perduto continente di Atlantide sono stati scritti migliaia di libri, è una sfida dal fascino straordinario e irresistibile, anche se il racconto di Platone ha spesso alimentato un po’ troppo la fantasia di novelli Indiana Jones. Non è questo il caso dell’ingegner Marco Bulloni che sembra invece aver colto nel segno: Atlantide esiste e non è mai scomparsa! Il suo studio, che parte da una lettura molto attenta del Crizia e del Timeo, è diventato prima un bellissimo e avvincente libro e ora un interessante Focus ricco di spunti di indagine e di nuove prospettive. Una meticolosa ricerca tutta italiana “rischia” così di sconvolgere la storia delle antiche civiltà. Ma allora dove si trova Atlantide? Posso solo anticiparvi che la Russia ricopre un ruolo chiave per la comprensione di questo millenario enigma... La storia si sa la scrivono gli uomini ma può capitare che per ragioni a noi sconosciute la versione che viene divulgata non corrisponde alla pura verità. Per scoprirla si devono superare una miriade di ostacoli, interpretando i giusti indizi senza cadere nella trappola dell’illusione perchè, come sappiamo, nulla è come sembra. Con HERA 120 avevamo seguito il viaggio di Ulisse nell’Iliade e nell’Odissea attraverso le fredde terre nordiche grazie allo splendido lavoro di un altro ingegnere - sarà una coincidenza? - Felice Vinci, il quale dimostrava come molti degli indizi e delle descrizioni geografiche narrate da Omero si adattassero meglio a una geografia nordica piuttosto che mediterranea. Questa premessa per introdurre uno studio che apre un nuovo quesito: siamo certi della vera identità di Ulisse? O meglio, e se Ulisse non fosse chi dice di essere ma un altro, diciamo Filottete? Le contraddizioni e i piccoli dettagli hanno infatti condotto Alberto Majrani a ipotizzare che l’episodio del ritorno di Ulisse a Itaca altro non sarebbe che una geniale montatura cui presero parte l’eroe omerico, che fu abilmente impersonato da Filottete, Telemaco e la stessa Penelope. Il risultato? Sterminare senza pietà i pretendenti al trono, i Proci. Una nuova chiave interpretativa per l’Iliade e l’Odissea che potrebbe aiutare, se non a risolvere, a far luce sulla problematica “questione omerica”. Vedremo. Tra rituali pagani, iscrizioni indecifrate e architetture cristiane si snoda una storia molto intrigante ambientata in Sardegna, per la precisione a Oschiri, dove non lontano da una chiesa cristiana si trova una enorme roccia dove furono intagliate simbologie che trattengono ancora oggi il loro messaggio segreto. Lasciando l’Italia è Claudio Foti che in Sudamerica segue le tracce degli antichi guerrieri Guaranì, tra leggenda e misteri, che non mancano di certo in Amazzonia dove si trovano incredibili manufatti che sembrano raffigurare dei veri e propri aerei in grado di volare: si tratta dei cosiddetti monili dei Sinù. Forse era tecnologia atlantidea? Per scoprirlo basterà leggere la rubrica Oopart. Domande senza risposta fanno da sfondo allo strano omicidio di Antoine Gélis, abate del piccolo centro francese di Coustaussa, in Francia, il quale fu trovato morto in circostanze misteriose. Chi e perchè commise il reato? La vicenda sembra essere collegata con i più enigmatici e noti accadimenti di Rennes-le-Château. Mariano Tomatis, tra i più importanti esperti italiani sull’argomento ripercorre le tappe di un omicidio apparentemente perfetto. Astuzia e strategia furono dunque messe in campo per organizzare l’efferato delitto, due qualità che l’Uomo possiede da millenni e che, a volte, possono creare situazioni molto delicate. Quanto sia complesso il “mestiere” del profeta è Vittorio Di Cesare a spiegarlo, soprattutto in relazione alla figura di Isaia, che forse più che un profeta fu un abilissimo stratega. Ancora una volta un nuovo punto di vista apre altrettanti canali di ricerca. Penetrare nel mondo dell’invisibile è compito arduo che richiede abilità straordinarie così da questo numero inauguriamo una nuova rubrica, De Verbo Mirifico - Appunti di Ermetismo Operativo, a curarla sarà Stefano Mayorca che di certo non ha bisogno di presentazioni, il quale avrà il compito di spiegare i rituali del Sapere Ermetico. Non perdete poi il prossimo numero il Focus sarà dedicato alla Bibbia perduta e ai misteri dei testi sacri. In conclusione ci piace pensare di aver contribuito ad aggiungere una nuova tessera nel magnifico puzzle della ricerca “di frontiera”.
Massimo Bonasorte
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
|