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Scritto da Devana
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Durante la stesura di “Gra(d)al il segreto della torre”, arrivata alla parte di indagine su Rennes le Château, la località dei Pirenei francesi dove la leggenda vuole siano stati trovati documenti connessi al graal se non il graal stesso, mi sono resa conto che la torre-zed-graal non era una soltanto, ossia quella sotto la Grande Piramide di Giza, bensì, forse, due. Ma andiamo con ordine. Sul mistero di Rennes le Château e dell’abate Saunière sono stati consumati fiumi di inchiostro. Dirò soltanto, per chi fosse completamente digiuno del mito di Rennes, che nel secolo scorso un curato dal nome di Bérenger Saunière fu assegnato alla parrocchia di questo paesino sperduto sui Pirenei nella più selvaggia regione del meridione francese, la regione dell’Aude, vicino a Carcassonne. |
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Scritto da Devana
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Durante i miei viaggi in Perù Bolivia e Messico mi sono imbattuta nei cosiddetti crani dolicocefali ovvero allungati all’indietro a volte artificialmente. Tali crani ricordano quelli della famiglia reale egizia di Akhenaton e della sua sposa Nefertiti. Perché tutte le più antiche culture sentivano il bisogno di deformarsi i crani? Chi volevano ricordare? |
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Scritto da Vittorio Di Cesare
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L’umanità è sempre stata afflitta dalla necessità di prevedere il futuro. Nell’antichità l’insicurezza dei tempi raccolse grandi folle nei santuari posti in luoghi d’incantevole bellezza o in antri bui come nelle celle segrete dei templi dedicati alle divinità ctonie, per ascoltare vaticini che non giungevano solo dalla bocca degli dèi. Dalle sulfuree fessure nella roccia negli antri o tramite i fumi delle droghe che inducevano la trance, si cercava di conoscere il passato, il presente e il futuro interpellando paradossalmente i morti per carpire loro la conoscenza sui destini dei viventi. |
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